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- « Solo carne, e meglio se cruda »: due miti da sfatare
- Crocchette con cereali e diete grain-free: cosa dice la scienza
- Latticini e ossa: due « integratori » più problematici del previsto
- Non tutti i cibi sono uguali, e l’umido non fa ingrassare
- Integrazione, avanzi e razione d’inverno: quando il « fai da te » si sbaglia
« Solo carne, e meglio se cruda »: due miti da sfatare
La prima convinzione è tanto diffusa quanto rassicurante: al cane basterebbe la carne. Il solo muscolo, in realtà, non copre tutti i nutrienti di cui ha bisogno. In natura il cane mangia la preda per intero. Ossa, visceri e contenuto intestinale gli forniscono calcio, fosforo, vitamine, acidi grassi e fibre.
Ridurre l’alimentazione al solo muscolo, insomma, è una semplificazione. C’è poi una differenza importante rispetto al gatto. Il cane non è un carnivoro stretto. Il suo microbiota tollera bene anche altri alimenti, non soltanto la carne. La sua dieta, quindi, può essere più varia di quanto si pensi. Un eccesso di proteine, tra l’altro, risulta spesso poco digeribile.
Resta il mito della carne cruda, vista come più naturale. La cottura, però, riduce germi e batteri. Il cosiddetto BARF preparato in casa espone a contaminazioni batteriche e parassitarie. Un pasto crudo casalingo, per quanto sembri genuino, non è privo di rischi. Meglio impostarlo con il veterinario, senza improvvisare dosi e ingredienti.
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Crocchette con cereali e diete grain-free: cosa dice la scienza
Un altro timore ricorrente riguarda i cereali nelle crocchette. Non essendo un carnivoro stretto, il cane li digerisce senza problemi. L’idea che facciano male, insomma, non ha basi solide nella maggior parte dei casi. Le crocchette con cereali, per tanti cani, restano una scelta valida. Il problema si pone solo con intolleranze specifiche, peraltro non così frequenti.
Le diete senza cereali non sono quindi più sane in automatico. La FDA, l’agenzia statunitense del farmaco, ha segnalato una possibile correlazione ancora allo studio. Riguarda alcune diete grain-free ricche di legumi, come piselli e lenticchie, e la cardiomiopatia dilatativa del cane.
L’ipotesi è che certi fattori riducano l’assorbimento della taurina, importante per il muscolo cardiaco. Si tratta di un indizio serio, non ancora di una certezza. Niente è confermato, e la ricerca prosegue. Nel dubbio, la scelta della dieta conviene farla con il veterinario, non seguendo le mode del momento.
Latticini e ossa: due « integratori » più problematici del previsto
Yogurt e formaggio finiscono spesso nella ciotola come integratori di calcio. Crocchette e umidi, però, contengono già il calcio in quantità bilanciata. Aggiungere latticini rischia quindi di squilibrare la dieta. Il pericolo, spesso sottovalutato, è proprio uno squilibrio nutrizionale.
Molti cani, tra l’altro, sono intolleranti al lattosio. Un po’ di yogurt può bastare a scatenare la diarrea. Al massimo se ne offre con grande moderazione. Nella dieta casalinga, poi, uno yogurt da solo non copre il fabbisogno di calcio: servono integratori dosati dal veterinario.
Anche le ossa passano per un complemento indispensabile. È un altro falso mito, e per nulla innocuo. Le ossa comportano rischi concreti: schegge, soffocamento, stitichezza e occlusione intestinale. Il pericolo cresce nei cuccioli e nei cani anziani.
Le ossa cotte risultano particolarmente pericolose, perché si frantumano in schegge taglienti. Un osso, per abitudine o per gioco, non vale davvero il rischio. Meglio lasciar perdere e valutare alternative sicure con il veterinario.
Non tutti i cibi sono uguali, e l’umido non fa ingrassare
Un luogo comune vuole che un cibo valga l’altro. Le formule, invece, cambiano secondo età, attività e stato di salute. Esistono alimenti pensati per il cucciolo, per la femmina in gravidanza, per il cane senior o sedentario. Ogni fase della vita, in fondo, ha esigenze nutrizionali diverse.
Ci sono poi le diete veterinarie, formulate per condizioni come il diabete o l’insufficienza renale. Dare a un cane adulto un cibo pensato per i cuccioli non aiuta. Può favorire sovrappeso ed eccesso di calcio, a scapito delle ossa.
Ultimo mito diffuso: l’umido farebbe ingrassare. Di per sé non è così. L’umido contiene meno carboidrati e più acqua, e aiuta a saziare. Molto dipende, come sempre, dalla quantità servita nella ciotola. Contano semmai le indicazioni dell’etichetta, calibrate su età e attività del cane.
Integrazione, avanzi e razione d’inverno: quando il « fai da te » si sbaglia
Molti credono che un cucciolo di taglia grande vada sempre integrato. Con un buon cibo industriale adatto, invece, non serve alcun supplemento. La formula bilancia già calcio, rame e zinco nelle giuste proporzioni. Aggiungerne altri può perfino compromettere la crescita.
Il discorso cambia con il BARF o la dieta casalinga. Lì gli integratori diventano utili, ma solo sotto controllo veterinario. Servono anche pesate regolari del cane per calibrare le dosi. Senza una guida, il rischio di sbagliare le proporzioni è concreto.
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Occhio pure agli avanzi di tavola, altro mito duro a morire. Contengono troppo sale e molti alimenti tossici, a volte perfino mortali. Un boccone di troppo, a tavola, può costare caro. Meglio un pezzo di frutta adatta, un po’ di carne cotta apposta o un cucchiaio di riso.
Resta l’idea della razione d’inverno da aumentare per principio. In realtà tutto dipende dall’attività. La quantità sale un po’ se il cane sta fuori e si muove, scende se è pigro e infreddolito. Il metodo più semplice resta pesarlo una volta al mese e regolare di conseguenza, sempre con il parere del veterinario.
