Pastore Svizzero bianco e « nero »: la differenza vera non è il colore

La differenza tra i due non è il colore del mantello. Uno è una razza riconosciuta, l'altro no.

Montrer le sommaire Cacher le sommaire

Una razza riconosciuta e una denominazione senza standard

Il Pastore Svizzero Bianco è una razza a tutti gli effetti. Lo si riconosce dallo standard FCI n. 347, nel Gruppo 1. Il riconoscimento definitivo è arrivato nel 2011. Da quel momento la razza si descrive con criteri ufficiali e riconoscibili.

Le origini aiutano a capire il resto. Questi cani nascono dai pastori tedeschi di colore bianco. Nel 1933 il bianco si escluse dallo standard del Pastore Tedesco, perché ritenuto troppo visibile nei pattugliamenti notturni. La selezione, però, proseguì soprattutto in America. Dagli anni Settanta il tipo si riportò in Svizzera e in Europa, fino al riconoscimento ufficiale.

Il « Pastore Svizzero Nero » segue tutt’altra strada. Non si riconosce nella FCI, perché il Pastore Svizzero è bianco per definizione. Dietro quel nome si trovano di solito pastori tedeschi neri, incroci o selezioni private. A volte si parla di cani venduti con una denominazione attraente. Non esiste, in questo caso, alcuno standard ufficiale.

Il cane conserva dal lupo un bisogno di libertà che ne segna il benessere
Dietro l’aspetto da orsacchiotto, il Chow Chow nasconde un doppio pelo che chiede metodo e pazienza

Una morfologia a volte simile, non sempre

Nel Bianco si nota una silhouette armoniosa e di media taglia. Le orecchie sono erette e il mantello è doppio. Il dorso, in genere, resta dritto. Manca quindi l’inclinazione marcata di certe linee di Pastore Tedesco moderno.

I cani chiamati « neri » sono più difficili da inquadrare. In alcuni si ritrova una struttura molto simile a quella del Bianco. Altri ricordano piuttosto un Pastore Tedesco nero. Tutto si spiega con la loro genetica di partenza. L’aspetto, di per sé, non basta a conoscere le vere origini di un cane.

Carattere ed esigenze quotidiane

Nel Bianco si ritrova un temperamento equilibrato. È un cane sensibile e attento, molto legato alla famiglia. Si mostra un po’ riservato con gli estranei, senza essere aggressivo né pauroso. Proprio per questo la socializzazione precoce conta molto.

Per i cani venduti come « neri » il quadro cambia. Il carattere dipende dalle razze usate nella selezione. In alcuni si riconosce l’indole del Bianco. Altri risultano più dinamici e orientati al lavoro, come il Pastore Tedesco.

Le esigenze, in fondo, restano simili tra i due. Si tratta di cani attivi, che amano il movimento e la stimolazione mentale. Con passeggiate, esercizi di educazione, giochi di ragionamento e vita in famiglia si fa la differenza. Anche un ambiente stimolante aiuta il loro equilibrio. Se manca l’attività, invece, si favoriscono comportamenti problematici come distruzioni, vocalizzi o agitazione.

La salute e cosa chiedere prima di adottare

Nel Bianco si osserva oggi una selezione abbastanza controllata. Come molte razze grandi, tuttavia, può avere alcune predisposizioni. Si pensa per esempio alla displasia dell’anca o del gomito. A queste si aggiungono alcune malattie ereditarie, che variano secondo le linee.

Per il « nero » i rischi si valutano molto più a fatica. Manca uno standard e manca una selezione omogenea. Tutto dipende dalla serietà dell’allevatore e dalle razze usate. Nella stessa cucciolata, quindi, si trovano esiti diversi.

La cautela, in questi casi, resta la scelta più utile. Prima di adottare si chiedono i test e gli screening sui riproduttori. Un allevamento serio mostra questi documenti senza problemi.

Perché il nome piace e come scegliere davvero

La denominazione incuriosisce, e la ragione si capisce bene. Il contrasto tra « svizzero » e il mantello nero suggerisce una versione più rara del Bianco. In questo nome si legge più marketing che una vera classificazione cinologica. Si promette insomma qualcosa che la cinofilia non riconosce.

Il fiuto del cane può individuare alcuni tumori, ma non sostituisce la diagnosi medica
Alimentazione del cane: i falsi miti più diffusi da conoscere e sfatare

Questo non significa che siano cattivi compagni. Vuol dire soltanto che non sono una razza riconosciuta. Serve quindi attenzione alla serietà dell’allevamento, più che al nome usato per venderli.

La scelta, alla fine, non dovrebbe mai basarsi solo sul colore. Contano molto di più il temperamento e le condizioni di allevamento. Allo stesso modo si guardano i test di salute sui genitori e la socializzazione dei cuccioli. Su questi elementi, più che su una tinta, si giudica un buon compagno di vita.


Vous aimez cet article ? Partagez !