Dietro l’aspetto da orsacchiotto, il Chow Chow nasconde un doppio pelo che chiede metodo e pazienza

Il suo mantello folto e il temperamento indipendente rendono la toelettatura una routine da costruire con calma. Poche regole, ripetute con costanza, fanno la differenza.

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Abituarlo da cucciolo a farsi toccare rende ogni cura più semplice

Fin dai primi giorni a casa conviene abituare il cucciolo a farsi toccare zampe, orecchie, muso e coda. Si procede con sessioni brevi, calme e sempre positive, accompagnate da un premio. Così ogni cura resta legata a un’esperienza piacevole, e non a una costrizione. Un cucciolo che si fida da subito diventa un adulto più facile da gestire.

Il momento giusto arriva dopo una passeggiata e un po’ di gioco, quando il cane è più tranquillo. La spazzola, l’acqua e il phon si presentano poco alla volta, senza forzare. Premiare l’immobilità aiuta, e a poco a poco la si allunga. Ogni piccolo progresso merita una carezza o una parola gentile. Con un cane riservato, la fretta resta la peggiore alleata, mentre la calma paga sempre.

Spazzolare a fondo, secondo il tipo di pelo e la stagione della muta

Il Chow porta un doppio pelo, lungo o corto, che va spazzolato a fondo con regolarità. Il mantello lungo chiede circa tre spazzolate a settimana, quello corto circa due. Nei mesi di muta, in primavera e in autunno, la perdita di pelo si fa intensa. In quei periodi meglio spazzolarlo ogni giorno, perché il pelo morto soffoca la ricrescita.

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Conviene lavorare nel senso del pelo, dalla testa alla groppa, senza mai strappare. Separando le ciocche si raggiunge il sottopelo e si trovano i nodi con calma. Un pelo curato respira meglio e tende ad annodarsi di meno. Uno spray districante rende la seduta più scorrevole e meno fastidiosa per il cane.

Il Chow è poco espansivo, e la vicinanza fisica a volte lo mette a disagio. Un premio alla fine della spazzolatura ripaga la sua pazienza. Quando la seduta si fa lunga, meglio dividerla in due momenti della giornata. Un cane rilassato collabora di più, e i nodi si sciolgono senza tensione.

Il bagno va fatto raramente, ma con il metodo giusto

Molti Chow non amano affatto il bagno, quindi si procede per gradi. Una vaschetta o un tappetino antiscivolo li aiuta a sentirsi sicuri sotto le zampe. Prima del bagno si passa sempre una bella spazzolata, e bagnare un cane già pettinato rende tutto più semplice. I nodi bagnati, infatti, si stringono e diventano difficili da sciogliere.

Meglio uno shampoo per cani adatto al doppio pelo, risciacquato con cura fino in fondo. Conviene insaponare con movimenti dolci, seguendo la direzione del pelo. I residui, se restano sulla pelle, la irritano. L’asciugatura poi deve essere completa, con il phon a temperatura moderata. L’umidità intrappolata nel sottopelo porta cattivo odore e irritazioni.

Un accorgimento utile: un batuffolo di cotone in ciascun orecchio impedisce all’acqua di entrare. Il bagno, in fondo, serve poche volte l’anno, circa ogni tre mesi o anche meno. Lavaggi troppo frequenti eliminano gli oli che proteggono pelle e pelo. Alla fine, una buona spazzolatura conta molto più di un bagno in più.

Orecchie, occhi, unghie e denti: le piccole routine che contano

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Le orecchie del Chow hanno un canale uditivo stretto e tendono alle otiti. Ogni settimana si controllano, per cogliere subito i primi segnali. La pulizia si fa con delicatezza, usando una lozione auricolare per cani. In caso di rossore o cattivo odore, meglio fermarsi e sentire il veterinario. Occhi e pieghe del muso, invece, si puliscono ogni giorno con una garza e un po’ di soluzione fisiologica. Secrezioni persistenti meritano comunque una visita.

Le unghie si controllano una volta al mese, accorciando solo la parte morta. Molti Chow mal sopportano questa cura, quindi nel dubbio conviene affidarsi al veterinario o al toelettatore. Per i denti si consigliano tre o quattro spazzolate a settimana, con un dentifricio pensato per i cani. Il gesto aiuta a prevenire il tartaro. Con un cane dal carattere riservato, la pazienza e le piccole routine restano la vera chiave.


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