Cane e gatto sotto lo stesso tetto: le razze dove l’istinto rende la convivenza più difficile

Cane e gatto non sempre convivono, e la razza del cane pesa molto. Sull'istinto si gioca la differenza tra una coabitazione serena e un conflitto continuo.

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Perché cane e gatto non sempre vanno d’accordo

Sono due animali profondamente diversi. Il cane si mostra spesso leale e socievole, attento al gruppo. Il gatto resta più indipendente e solitario, anche se ogni individuo ha il suo carattere. Da queste differenze di base si spiegano molte tensioni in casa.

Le difficoltà si spiegano con più motivi. Il gatto può percepire il cane come un potenziale predatore, e mettersi sulla difensiva. I due, per esempio, comunicano in modo diverso. La coda agitata segnala eccitazione nel cane ma fastidio nel gatto. Lo stesso gesto, dunque, manda messaggi opposti.

Anche il territorio conta. Il gatto lo suddivide per attività, con zone per dormire, mangiare e giocare. Il cane, invece, lo vive in modo globale, come un unico spazio. A questo si aggiunge la competizione per le stesse risorse: cibo, posti comodi, giochi e attenzioni delle persone.

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L’istinto di caccia: Jack Russell e levrieri

Il Jack Russell è piccolo e instancabile, ma nasce per un compito preciso. Lo si è selezionato per inseguire e stanare le prede sottoterra. Quell’istinto resta vivo anche in casa. Il cane insegue volentieri i piccoli animali, e può prendersela con il gatto.

Il suo temperamento aggiunge un secondo ostacolo. Si tratta di un cane nervoso e iperattivo, sempre in movimento. Mal si concilia con un gatto che cerca momenti di calma e silenzio.

I levrieri seguono una logica simile, ma su un altro registro. Razze come il Greyhound o il Whippet, a pelo corto, lungo o duro, si dedicano da sempre alla caccia a vista. Inseguono tutto ciò che si muove. Un gatto che scappa, per esempio, scatena subito l’inseguimento.

Le razze primitive e da guardia: Husky, Malamute e Malinois

L’Husky siberiano è una razza primitiva, vicina agli antenati selvatici. Conserva istinti forti e una buona dose di indipendenza. Resta diffidente verso le novità e protettivo sulle proprie risorse. Si esprime poi con codici tutti canini: ringhi, coda agitata, denti scoperti, salti improvvisi. Questi segnali si prestano a fraintendimenti, e l’Husky mantiene comunque un marcato lato cacciatore.

Il Malamute dell’Alaska somiglia molto all’Husky, per fisico e per carattere. Anche di questa razza si può dire che è primitiva. Tende perciò a condividere poco volentieri risorse e territorio con un altro animale.

Il Malinois cambia tipo di problema. Questo Pastore belga si impiega molto per la guardia, ed è fortemente territoriale. Se non conosce il gatto da piccolo, rischia di vederlo come un estraneo o una minaccia. La grande forza fisica e il forte bisogno di sfogo rendono la convivenza ancora più impegnativa.

L’istinto da pastore: Border Collie e Pastore australiano

Il Border Collie figura tra i cani da pastore più diffusi. Insieme alla sua intelligenza, conserva un istinto preciso: radunare e controllare gli altri animali. Un gatto, che ama indipendenza e libertà di movimento, mal si adatta a essere gestito in questo modo.

Il Pastore australiano condivide lo stesso istinto di radunare. A questo si aggiunge un grande bisogno di attività, fisica e mentale. Senza uno sfogo adeguato può diventare iperattivo. Sviluppa allora comportamenti distruttivi, e un gatto che vive accanto a lui ne esce stressato.

La razza non è l’unico fattore

La genetica conta, ma non decide tutto. Il carattere di un cane dipende anche dalla socializzazione precoce, dall’educazione e dall’ambiente in cui cresce. Un cane di una razza considerata «a rischio» può convivere bene con il gatto. Basta che sia abituato presto, con esperienze positive, e che impari a non rincorrere né saltare addosso.

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Vale anche il contrario. Una razza ritenuta compatibile, come il Golden Retriever o il Cavalier King Charles, può entrare in conflitto con il gatto. Questo accade quando non si è mai abituata al gatto, oppure dopo brutte esperienze.

Per favorire l’intesa restano utili alcune accortezze concrete:

  • preferire animali di età e indole simili;
  • curare la socializzazione di entrambi;
  • gestire bene le presentazioni e dare a ciascuno il proprio spazio e i propri accessori;
  • usare il rinforzo positivo quando stanno insieme senza conflitti;
  • garantire a ciascuno abbastanza sfogo;
  • creare abitudini quotidiane che rassicurano.

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