Prendersi cura del cane è una routine fatta di gesti regolari, non di improvvisazione

Prendersi cura del cane dipende da gesti regolari, non dall'improvvisazione. Quattro pilastri reggono il benessere quotidiano: educazione, igiene, prevenzione veterinaria e alimentazione. Curati insieme, mantengono l'animale sereno e in salute.

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Educazione e fiducia

Un cane educato è anche più sereno. Conosce infatti i suoi limiti e si muove con sicurezza nel mondo. Il percorso parte dall’apprendimento della pulizia. Poi arrivano i comandi di base, come al guinzaglio, seduto, al posto e non mordere. Questi ordini, in pratica, costruiscono il dialogo quotidiano tra cane e proprietario.

Conta molto anche abituarlo presto a essere manipolato per le cure. La spazzolatura, la pulizia di occhi e orecchie e il taglio delle unghie diventano così gesti normali. Anche le visite dal veterinario, di conseguenza, si svolgono senza stress. L’educazione, peraltro, si fa a ogni età, ma il cucciolo impara più in fretta.

Il metodo migliore resta il rinforzo positivo. Premi e carezze valgono più di qualsiasi punizione. Le punizioni, in realtà, generano paura e minano la fiducia. La pazienza, quindi, è l’alleata più preziosa lungo tutto il percorso.

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Igiene e cura quotidiana

La spazzolatura regolare vale per il pelo corto e per quello lungo. Elimina il pelo morto e tiene il mantello pulito. Permette anche di notare in tempo cambiamenti della pelle, parassiti o ferite. Le unghie, dal canto loro, vanno controllate e tagliate con regolarità. Altrimenti rischiano di crescere fino a conficcarsi nella zampa.

Occhi e orecchie richiedono una pulizia periodica. Alcune razze con pieghe cutanee, come Shar Pei e bulldog, hanno bisogno di cure particolari in queste zone. L’igiene dentale, poi, è spesso trascurata. Conviene spazzolare i denti due o tre volte a settimana con un dentifricio specifico per cani. Anche snack e crocchette a consistenza abrasiva aiutano contro la placca.

Un punto, però, va chiarito. Il tartaro non si rimuove a casa. Serve infatti una detartrasi eseguita dal veterinario. Trascurarlo, alla lunga, porta a gengivite e parodontite.

Prevenzione e veterinario

La prevenzione comincia dagli antiparassitari esterni, utili tutto l’anno. Proteggono da pulci, zecche e flebotomi, presenti soprattutto con temperature miti. Alla difesa esterna si aggiunge la sverminazione contro i parassiti interni. Negli adulti si ripete in genere ogni quattro-sei mesi. Conviene inoltre un controllo delle feci più volte l’anno.

Le vaccinazioni core coprono cimurro, parvovirosi ed epatite infettiva. I cuccioli iniziano il ciclo a sei-otto settimane di vita. Seguono poi richiami annuali o triennali, secondo il protocollo del veterinario. Le visite, dal canto loro, vanno programmate con costanza. Per un cane adulto sano ne basta almeno una all’anno, mentre il cane anziano ne richiede due.

Resta infine la scelta della sterilizzazione o castrazione. Nelle femmine previene la piometra e riduce il rischio di tumori mammari. Nei maschi, invece, abbassa il rischio di tumori testicolari e di problemi alla prostata. Può anche ridurre il randagismo e alcuni problemi comportamentali.

Alimentazione, acqua e attenzione ai cambiamenti

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L’alimentazione regge buona parte della salute. La dieta va equilibrata e adatta all’età, al peso e all’attività del cane. Per l’adulto si usano spesso due pasti al giorno. Il ritmo, comunque, si adatta alle abitudini di ogni animale. Vanno evitati con cura gli alimenti tossici per il cane, come il cioccolato. L’acqua pulita e fresca, infine, deve essere sempre disponibile, con la ciotola lavata spesso.

Osservare i cambiamenti di comportamento completa il quadro. Un calo d’appetito o più sonno dopo una lunga passeggiata può essere normale. Un cambiamento che dura più giorni, al contrario, va indagato. Alcuni segnali, in particolare, non vanno mai ignorati. Tra questi ci sono abbattimento, perdita di appetito, gengive pallide e prurito insistente. In questi casi la scelta più sensata resta consultare il veterinario.


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